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IL TEMPO GLOBALE DI PAUL VIRILIO di Martina Sassi

Paul Virilio, architetto e filosofo delle nuove tecnologie, soprattutto legate al mondo delle nuove forme d’arte, assume un atteggiamento apertamente critico nell’uso delle tecniche digitali. Lo studioso francese, infatti, sottolinea la necessità di mantenere un atteggiamento prudente, che ponderi in maniera attenta tutte le problematiche che sorgono quando si ha a che fare con nuove forme e fenomeni ad alto impatto sociale quali la realtà virtuale, l’informatica (sempre più invasiva nelle nostre vite), la sperimentazione scientifica ed il progresso……Per quanto invece concerne la sua idea del “Tempo” per Virilio e’ necessario distinguere fra "tempo locale del passato e tempo globale del presente". Il tempo globale è caratterizzato dal fatto di essere "live", cioè "in diretta", essendoci un rapporto istantaneo di feedback tra la trasmissione e la ricezione. Secondo Virilio la percezione del tempo, risente oggi di una visione che è capace di cogliere solo il tempo globale, il tempo dell’istantaneità, mentre le società antiche vivevano nel tempo che era specifico del loro luogo. Oggi viviamo nella mondialità e nella globalità, ovvero in un tempo che favorisce l’interattività e l’interazione. C’è lo spazio concreto in cui ci troviamo, e quella globale, dove il tempo reale ci consente di comunicare con il mondo intero. Come lui stesso ebbe a dire in un’intervista per Rai International  a proposito del suo concetto di Tempo globale: “Le società antiche vivevano in un tempo locale, il tempo passato, presente e futuro, il futuro della cronologia. Era il tempo locale della geografia, delle città, e così via. Oggi cominciamo a vivere nel tempo mondiale, nel tempo globale, e questo non è altro che il tempo "live", è l'istantaneità del feedback fra la trasmissione e la ricezione che favorisce l'interattività e l'interazione. In questo ambito resta da compiere un'opera che può essere paragonata a quella del Brunelleschi, dell'Alberti, di Piero della Francesca, al fine di costruire una prospettiva stereoscopica che non è più quella del Quattrocento, in quanto si fonda sul tempo reale, sullo spazio-tempo reale nel quale l'azione comincia ad avere luogo.”…

 

 

 

 

 

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