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FERMARE IL TEMPO articolo non firmato

Il tempo dipende da come l'osserviamo dal centro del nostro spirito

Non è cosa semplice fermare il tempo e navigare in esso, vediamo come si può fare.

Il nostro tempo interiore è quello creato dalla nostra capacità di considerare quanto percepiamo come passato, presente e futuro.

Siamo soliti vedere in concreto come passato, tutto quanto è conservato nei nostri ricordi e consideriamo come futuro, tutto quello che sulla base pregiudiziale dello stesso passato pensiamo possa “ragionevolmente” accadere, mentre il presente lo consideriamo pochissimo poichè non riusciamo ad “afferrarlo” nella nostra mente.

Se acquisiamo la consapevolezza in modo profondo che il nostro passato è fortemente inficiato dai molteplici elementi che lo compongono allora può cambiare tutta la visione interiore del tempo e quindi il tempo stesso che siamo abituati a percepire.

E’ fondamentale comprendere la grossa verità che ogni momento di sofferenza che la mente è, per natura, portata ad evitare, è un forte segno del nostro stato spirituale, che proprio la stessa sofferenza indica che abbiamo bisogno di crescere, di autocorreggerci oltre che di trasformare il nostro rapporto percettivo cogli eventi stessi cha la producono.

Quando per esempio soffriamo per un rifiuto ad una nostra richiesta di aiuto o per quant’altro vorremmo ottenere dalla vita ma invano, la sofferenza indica, come segno, che dentro di noi vi è una “aspettativa” difforme alla realtà.

Comprendere ciò ci farà crescere fino a diminuire la sofferenza stessa.
Questa è molto legata al nostro modo di vedere che è poi il nostro modo di “essere”.
Esso è lo scheletro portante del nostro sè egocentrico, per esso soffriamo, per esso c’illudiamo, per le sue immaturità e debolezze siamo incapaci di far fronte a qualsiasi delusione.

La sofferenza interiore cesserà alla “morte del nostro sè” egoistico, cosa alquanto difficile ma pur sempre realizzabile per gradi, spostando tutto il mondo della mente nel mondo dello spirito poichè nel primo regna la confusione, nel secondo regna Dio.

L’autoconoscenza è fondamentale a comprendere i segni che la sofferenza ci mostra.

Ecco che allora torna più semplice comprendere che modificando la nostra interiorità modificheremo anche il tempo poichè comprenderemo che il passato è uno stato che, pur se in concretezza non esiste più, continua ad influenzare la nostra mente.

Comprenderemo che il futuro per la nostra mente è l’allungamento della memoria del passato per cui è del tutto irreale poichè non ancora accaduto.

Alla luce di una visione spirituale comprenderemo che è reale solo il presente per cui il tempo interore ci apparirà fermo ma navigabile come all’interno di una infinita circonferenza dove la realtà appare come essere tutta davanti a noi, per cui ciò che è passato è un presente già trascorso di cui il nostro spirito può vederne l’essenza depurata da tutte le nostre “aggiunte” emozionali e pregiudiziali.

Il futuro invece è solo ciò che nel nostro presente noi “siamo” in profondità, poichè il futuro sarà conseguenza del nostro modo di essere (quello che determinerà tutte le nostre scelte) e nella circonferenza davanti a noi non esisteranno i “probabili” eventi poichè questi sono congetture della mente non dello spirito che sa chi esso è.

Quindi davanti a noi la nostra anima vedrà nel presente allargato della “circonferenza” quello che essa stessa è cioè il passato che l’ha resa com’è ed il futuro che tale sua essenza sceglierà nell’attimo che lo farà.

Tutto ciò sarà possibile poichè avrà una visione netta ed attenta di ciò che essa veramente è.

 

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